Nour and the Merchant, vestiti cottagecore made in Italy

Vorresti portare un po’ di magia nella vita di tutti i giorni? Devi conoscere Nour and The Merchant e i suoi vestiti cottagecore made in Italy.

Nour and the Merchant, vestiti cottagecore made in Italy

Il bello dei social è la possibilità di conoscere persone affini a noi stessi, capaci di donare una visione preziosa su ciò che ci circonda e di arricchirci. Sono stata davvero fortunata a conoscere Cristina, una di queste persone.

Sono entrata in maniera consapevole nella community cottagecore su Instagram (se non sai cos’è il cottagecore leggi qui) qualche tempo fa. È casa mia. Mi sento a mio agio con le atmosfere naturali e fatate delle foto condivise nella community e con le tematiche legate alla moda sostenibile, di cui voglio approfondire sempre di più.

Quando impari il nome dell’estetica più vicina a te, tutto cambia. Sai cosa cercare online e a quali brand affidare il tuo armadio. È proprio nella community cottagecore che ho conosciuto Nour and the Merchant, marchio di abiti cottagecore fatti in Italia, e la sua creatrice, Cristina.

Incantata dalle bellissime fotografie sul profilo Instagram @nourandthemerchant e letteralmente rapita dall’estetica sospesa tra favola e realtà, ho proposto a Cri un’intervista. E bè, eccoci qui con un bellissimo video super interessante tutto da ascoltare.

Se però non hai tempo di vedere il video e preferisci leggere, trovi l’intervista alla creatrice di Nour and the Merchant proprio qui di seguito.

L’intervista a Cristina, creatrice di Nour and the Merchant

Innanzitutto Cristina presentati e parlaci di Nour and the Merchant.

Ciao! Io sono Cristina e sono nata a Pieve di Cadore, sulle Dolomiti. Un posto veramente bellissimo dove poter crescere con un imprinting legato alla natura e al mondo magico è molto semplice. Ad alimentare il mio animo amante delle favole e della magia c’è stata soprattutto mia mamma, che non c’è più da quando avevo 8 anni. Attraverso storie come Il Signore Degli Anelli che lei mi leggeva prima di andare a letto, è andata a nutrire questa mia passione per il mondo fantasy e affini. Lei stessa mi ha spinto a leggere Harry Potter prima ancora di vedere il film.

Diciamo che questa tensione per il mondo incantato l’ho sempre avuta nel sangue, non soltanto grazie a mia madre ma anche grazie a mio padre. Lui è siriano e mi ha trasmesso l’amore per il folklore, per le storie come Le mille e una notte. Il folklore in generale mi ha sempre appassionato e non mi ha mai abbandonato durante tutti gli anni durante i quali ho viaggiato per il mondo. Nella mia mente mi sentivo uno di quei personaggi delle storie che, visitando di volta in volta un posto diverso, la California, New York, Londra, Sidney, conosce tante altre persone e si arricchisce.

La nascita di Nour and the Merchant, il marchio di vestiti slow fashion sostenibili

Per amore mi sono poi fermata tra Padova e Ferrara. Il desiderio di rendere il mondo fiabesco si è fatto sempre più forte anno dopo anno ed è qui che nasce Nour and the Merchant: dall’obiettivo di creare un mondo magico e sospeso nella realtà di tutti i giorni attraverso una linea di abbigliamento ispirato dal mondo delle favole (ma non solo! ndF). Ciascun abito ha una favola che lo circonda e abbraccia chi lo indossa.

Lo stesso nome ha in sè una storia tutta sua. Nour è il nome della mia lupa cecoslovacca che è diventata una dei protagonisti principali della fiaba del brand. Nour, figlia della Luna e del Sole, illuminata dalla luce celeste, è stata adottata da un Mercante arabo (impersonato da mio papà) con cui farà dei viaggi per il mondo in lungo e in largo. Durante questo viaggio incontrerà delle persone che daranno vita ad altri racconti antologici a cui ciascuna collezione è ispirata e viceversa.

Non è un abito ma un mondo tutto da vivere.

Nour and the Merchant vestiti cottagecore made in Italy

Qualcosa di magico per tutti i giorni con vestiti cottagecore made in Italy

Apprezzo tanto ciò che proponi e tutte le tue confezioni sono un vero e proprio tesoro. Una difficoltà che ho riscontrato nel ricercare degli abiti ispirati alle fiabe è stata quella che tutti i siti che trovo ricadono subito nel cosplay. Ecco questa cosa con Nour and the Merchant non succede. Accontenti la parte “favolistica”, ma non fai sentire a disagio chi indossa le tue creazioni.

Questo era il mio obiettivo fin dall’inizio. Io stessa ho sempre sentito la mancanza sul mercato di un marchio che incarnasse questa mia passione per il mondo magico. Volevo abiti lunghi, folkloristici, che mi facessero sentire una creatura dei boschi. Non volevo però che mi facessero sembrare appena uscita dall’ultimo telefilm fantasy.

È una battaglia tutt’ora quella di creare qualcosa di magico per tutti i giorni. Dal punto di vista creativo bisogna stare molto attenti e non “spingersi troppo oltre” per confezionare qualcosa di sempre utilizzabile.

Nour and the Merchant: brand italiano di vestiti cottagecore per portare la magia nella vita di tutti i giorni

Qual è la confezione di abiti che maggiormente rappresenta Nour and the Merchant?

Ti posso dire quali sono gli abiti che hanno riscosso maggior successo. Non è mai successo infatti che io facessi un abito che non rispecchiava la collezione in cui era stato concepito.

L’Astra, il vestito in tulle con ricami, e è sempre stato un pezzo forte, nonostante personalmente lo trovassi molto difficile da mettere: la gente ha apprezzato tantissimo anche perché percepisce il lavoro che c’è dietro. Tra quelli che hanno avuto più successo c’è anche il Willow, soprattutto l’abito con la stampa con le volpi è piaciuto un sacco. Purtroppo del Willow sta finendo il tessuto ma voglio assolutamente farlo rientrare anche se con qualche modifica. Lo stesso Helena ha riscosso molto successo e una delle novità di marzo sarà infatti il suo ritorno!

Per la mia fisicità mi piacciono molto il Luna e il Lumi, ma sono affezionatissima a tutti. Ogni creazione mi appartiene.

astra nour and the merchant vestiti cottagecore made in Italy

Slow Fashion made in Italy, forte sul mercato europeo

Mi racconti un po’ le maggiori differenze tra mercato italiano e mercato europeo, e se eventualmente hai riscontrato particolari difficoltà nell’uno o nell’altro?

Principalmente Nour and the Merchant si concentra sul mercato europeo, soprattutto tedesco e francese. Ci sono poi Stati Uniti, Inghilterra e Canada. Secondo me proprio perché a questi paesi hanno un amore innato per il folklore e il Medioevo; in Italia invece, nonostante abbiamo palii e rievocazioni, l’abbigliamento rimane spesso monocolore. Ovviamente stiamo generalizzando e le cose stanno piano piano cambiando, anche per l’Italia. La televisione e le serie tv ci hanno contribuito fortemente a questo cambiamento e alla  globalizzazione di tendenze anche oltreoceano. Tuttavia l’Italia non rimane un mercato facile.

Sono però convinta che ci siano ragazze e ragazzi affezionati all’idea del cottagecore e dello slow fashion anche qui in Italia! Abbiamo un territorio stupendo, ricchissimo di natura!

dolomyte, vestito slow fashion

Lato visual, sei veramente una potenza! Da una parte abbiamo i vestiti cottagecore made in Italy, dall’altra come gestisci fotografie, illustrazioni e gestione del sito?

Non faccio tutto da sola, io sono solo il direttore creativo e ho sempre avuto la fortuna di collaborare con grandi professionisti. Lato fotografia ho collaborato con un ragazzo croato veramente bravissimo, con Lina, una fotografa tedesca seguitissima anche sui social. Con Lina è veramente bellissimo lavorare, l’unica difficoltà è la spedizione di pacchi giganteschi con vestiti e props in Germania. Abbiamo però in mente di fare un progetto video legato a tutta la collezione e ci sentiamo spessissimo.

sabina, la sarta di vestiti cottagecore made in Italy

La community cottagecore su Instagram Italia: una vera e propria risorsa

Caso a voluto che proprio nella community di Instagram ho conosciuto Lorenza, veramente bravissima e super energetica. Organizziamo gli shooting due volte al mese e lei è capace di trovare qualsiasi oggetto di scena: cavalli bianchi, spade, arco e frecce, di tutto e di più!

Dal lato illustrazioni collaboro con diverse ragazze. Nura, si occupa delle illustrazioni dei quiz  ed è veramente bravissima! Abbiamo anche in progetto un libro illustrato con tutte le storie al suo interno. Con Stella, la ragazza che ha fatto la modernizzazione del logo, realizza le stampe dei vestiti e fa delle vere e proprie opere d’arte. Ha realizzato le stampe del Willow, del Lumi, del Diana. È facile collaborare con lei, perché condividiamo la stessa vision: ci confrontiamo ed ecco la magia!

Sabina, la mia sarta, ha mollato tutto e mi ha seguito subito in questa avventura ed è la responsabile della realizzazione di tutte le confezioni.

Ciascuna mia collaboratrice, Lorenza, Sabina e Stella sono dei veri e propri punti di riferimento!

Siamo un team tutto al femminile. Un Made in Italy femminile. In futuro mi piacerebbe supportare tante altre ragazze che hanno il talento e la passione per la sartoria, in maniera tale da poter sostenere anche settore sartoriale in fortissima crisi in Italia.

Moda slow e influencer

Abbiamo parlato delle collaborazioni dal punto di vista lavorativo. Ti va di parlarmi delle collaborazioni con altri brand, content creator ed influencer?

Con le influencer sono state tutte stupende, ormai sono per me delle vere e proprie amiche con cui c’è un bellissimo scambio. La parte complessa dell’influencer markenting è la pruduzione. Nour and the Merchant è un marchio slow fashion e la produzione stessa deve essere pensata in quest’ottica: mi piacerebbe mandare qualcosa di già pronto alle content creator ma ci sono dei tempi tecnici da rispettare.

Una collaborazione da citare con un marchio esterno è senza ombra di dubbio quella con Maria, che si occupa di tutta la parte dei gioielli di Nour and the Merchant. È italiana e abita in Inghilterra col ragazzo e abbiamo diversi progetti in cantiere. Lo stile di Maria si sposa alla perfezione col mio, è il contraltare perfetto di Nour and the Merchant per la gioielleria.

collana yule nour and the merchant

Slow fashion: è possibile avere un impatto zero sull’ambiente?

Dal punto di vista tecnico, sul sito c’è una parte tutta dedicata allo Slow Fashion, una ai gioielli e una al Ready to Wear. Prima accennavamo al fatto che Nour and the Merchant è a spreco zero. Parlamene un po’ di più.

Parto col dire che la parte legata alla sostenibilità è abbondantemente trattata sul blog di Nour and the Merchant. Ogni primo sabato del mese c’è una rubrica a riguardo. Quando ognuno di noi vuole abbracciare la causa della sostenibilità è importante che legga approfondimenti critici e sia consapevole che un’esistenza a impatto zero sull’ambiente è praticamente impossibile. Ciò che ciascuno di noi dovrebbe fare è ridurre gli sprechi.

Nour and the Merchant è un brand slow fashion su ordinazione. È una strada sostenibile che permette al cliente finale di personalizzare al massimo il proprio ordine con modifiche scelte da lui stesso, cosa che il ready to wear non permetterebbe.

Lo slow fashion inoltre permette di avere il controllo completo della catena di produzione e scoraggia lo sfruttamento della manodopera. Se inoltre si vuole apportare qualche modifica per un tessuto (magari introdurne uno organico), è possibile con una produzione slow, se si collabora con grossi terzisti invece no.

Non possono fare tessuti specifici lavorati per te e quando fanno così vuol dire che c’è un esubero di tessuto che viene lavato, stampato e lavorato. Il settore moda è infatti uno dei principali responsabili dell’inquinamento dell’acqua.

Il poliestere è il male?

Nella nostra produzione abbiamo tessuti eco friendly come tencel, lino, seta e cotone organico; alcuni abiti però devono essere realizzati con tessuti in poliestere come ad esempio il tulle. Ogni tessuto ha il suo rovescio della medaglia: quante volte stiri il lino a confronto con un capo di poliestere? Molte di più.

Bisogno infatti adottare degli accorgimenti razionali e non considerare il poliestere come il male supremo. Quando infatti Nour and the Merchant propone un abito realizzato in poliestere, consigliamo sempre di lavarlo in un sacchetto apposito che trattiene le microparticelle dannose per l’ambiente.

I nostri tessuti inoltre sono stati stampati digitalmente, una stampa che utilizza molta meno acqua rispetto alla stampa tradizionale.

willow nour and the merchant

Quali sono le problematicità maggiori di un brand slow fashion in Italia?

Diciamo che non è tanto semplice neanche dal punto di vista burocratico. L’obiettivo però è quello di sconfiggere gli stereotipi sugli imprenditori in Italia e salvare il bellissimo settore del Made in Italy.

La sartoria stessa ha bisogno di essere preservata e nella mia mission è presente. Poter conservare un settore tutto nostro e restituirgli il lustro che merita e che in precedenza aveva è fondamentale.

Progetti per il futuro?

La nuova collezione che uscirà a metà marzo di vestiti cottagecore Made in Italy sarà tutta dedicata a due personaggi stra amati dalla community. Inoltre renderemo di nuovo disponibili alcuni abiti che sono out of stock da tantissimo. Non vediamo l’ora di far uscire le novità.

Conclusioni su Nour and The Merchant, il brand di moda slow di vestiti cottagecore made in Italy

Ringrazio infinitamente Cristina per la sua disponibilità nel fare quest’intervista! Non vedo l’ora di poter vedere le novità in arrivo per la primavera!

Ti invito inoltre a seguire Nour and the Merchant dappertutto! Su Instagram e soprattutto sul sito web.

Grazie ancora di aver letto questo articolo e, se ti va, iscriviti alla community Facebook Cottagecore Italia.

Francesca Giagnorio

Chiacchierona di moda, bellezza e viaggi.

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